Dicembre 3, 2007 a 10:41 am (giorno, noi due)
Volevo scrivere un post sul mio blog pubblico, quello che qualcuno lo legge, ma non ci riesco. Qualsiasi cosa sembra inadeguata e il cervello si blocca. Così sono finita qui, dove posso permettermi il lusso di parlare a me stessa. E’ un lusso davvero perché se cominciassi a scrivere cose del genere perderei in quattro e quattr’otto tutti i lettori (o almeno questo è quello che penso io ingenuamente, magari è vero il contrario).
Insomma, questo lunedì è grigio e ventoso e io mi sento in qualche modo isolata qui a casa, nell’attesa di uscire per una missione agricola di famiglia. Mi sento chiusa come in un guscio con delle sensazioni che non riesco a decifrare bene, perciò capirete quanto sia inutile specificarlo. Non posso rivelare niente perché non mi rendo conto di cosa provo!
Ok, farò uno sforzo. Diciamo che mi sento sola, forse abitare da sola non sarebbe un bene per me, a dispetto di tutto il tempo che ho passato ad immaginarmi in un appartamento tutto mio. Forse vorrei che ci fosse sempre Jack con me, vorrei sempre che mi telefonasse e che mi fosse vicino. Io lo amo, è una gran fregatura perché così ho paura che qualcosa possa andare storto. Lo amo soprattutto quando è pieno di vita, perché mi fa ridere, e lo amo ancora di più quando prende lui l’iniziativa di baciarmi.
I baci per me sono una cosa veramente essenziale, mi danno un piacere infinito e alimentano il mio amore, non potrei mai farne a meno, ne voglio tanti perché Jack ha delle labbra da sogno.
Stronzo o romantico? Chiedeva lui una volta. L’uomo perfetto è più stronzo che romantico, è sexy, è virile. Ecco, sì, a me piace l’uomo virile, ma chi è pazzo d’amore per te riesce ad esserlo così tanto? (Jack a volte è così perfetto che mi lascia senza fiato).
Visto che sono costretta a chiudere qua (devo andare) e che questo post davvero non ha senso, diciamo che andrà meglio la prossima volta
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Maggio 1, 2007 a 10:53 am (giorno)
Non è che volessi fare chissà cosa, il tempo non è il massimo, ma finisce sempre che sto in casa. Non è mai possibile evadere da questa gabbia. Ho un desiderio immenso di respirare un po’ d’aria, di fare un giro qualsiasi, di mangiare un panino in macchina, sentire la radio e chiacchierare con gli occhi che annegano in orizzonti lontani. Magari fare l’amore con Jack nascosti lontano. Persino sotto la pioggia, vorrei che una macchina mi portasse altrove.
Non ho proposto niente, e ora mi sento davvero sconfortata, diciamo che potrei pentirmene. La mia idea di studiare per fare delle foto non è stata accolta con l’entusiasmo che speravo e mi è venuta voglia di piantarla con questa sciocchezza di fare le foto. Tanto se non sei capace non sei capace e basta. Avrei voluto dire: prendiamo la macchina, facciamoci due panini e andiamo via, ma non mi è nemmeno venuto in mente di poterlo fare perché so che non avrei avuto la risposta che mi sarebbe piaciuta (entusiastica). Le cose all’improvviso non piacciono a nessuno e non sopporto di sentirmi rispondere che dovevamo pensarci prima, che è tardi, che il tempo non è bello, che ci sono altre difficoltà. Odio le difficoltà, per me è tutto semplice. Ma ora mi sento così stanca, stanca che la mia vita sia sempre così uguale, giorno dopo giorno, radicata in questo paesucolo insopportabile. Sono stanca e triste perché so che non posso farci niente, visto che non ho soldi per comprare un maledetto biglietto per andare da qualche parte.
Così non mi resta che sopportare l’insulso passare delle ore.
Ho voglia di partire. Ho voglia di sensazioni forti, esagerate, ho voglia di essere lontano, ho voglia di stare con Jack come dico io, ho voglia di cantare forte, ho voglia di ballare per ore, ho voglia di esplodere in una vorticosa, colorata felicità. Chissà…
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Marzo 1, 2007 a 10:01 am (giorno)
Ce ne sono, come no. Quei momenti che non sai se sei triste, preoccupata, angosciata, delusa, spaventata o tutte queste cose insieme. Che ripensi alla cena fuori della sera prima e ti chiedi se tutto è andato a posto o se c’è qualcosa che non ricordi e che ti fa male. Se avevi davvero ragione o no, se ti senti davvero in colpa per aver proposto un incontro d’amore quando forse era meglio non dire niente… O è forse la speranza folle che ti chiamino per darti una notizia che tanto aspetti, o il turbamento per un sogno dove eri abbandonata a te stessa e nessun uomo era al tuo fianco, o l’ansia di non saper fare qualcosa che tutti (a quanto pare) danno per scontato che dovresti saper fare.
Momenti che capitano anche da bambini, quando infili il grembiule (nero…) e hai la sensazione che qualcosa di brutto stia per accadere, un sinistro presagio ti assale.
Così da stamattina sono in un limbo. Vorrei strapparmelo di dosso.
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Febbraio 12, 2007 a 6:00 pm (giorno, noi due)
Dopo un sabato solitario e piuttosto deprimente in cui mi sono ritrovata nell’impossibilità di vedere tanto Jack, tanto le mie care amiche, finalmente una domenica in cui invece sono riuscita a stare con tutti.
La giornata sembrava iniziata male, con notizie sconfortanti da parte di Dolores e una pioggerellina finissima quasi invisibile che pareva venire dritta da Milano. Ho passato qualche ora a tu per tu con la mia sindrome della domenica, a odiare la staticità, a parlare al telefono, a sopportare il desiderio di fuggire, di raggiungere Jack, di cambiare lo status quo.
Poi è spuntato un sottile quanto etereo raggio di sole, pallidissimo ha solcato il cielo e io, da brava meteoropatica, ho finalmente trovato un nuovo vigore in me. Mi sono cambiata, ho chiamato a raccolta Dolores e Madame Bubois e sono uscita: destinazione ZappaStore.
Per strada alcune cose piacevoli: la telefonata di Jack, in cui ho scoperto che non aveva ricevuto (e quindi nemmeno ignorato) i tre messaggi che gli avevo mandato; poi gli sguardi degli uomini, un commento esplicito alla mia bellezza…
Al ZappaStore ero piena di vita! E anche se so che non poteva essere che il mezzo chilo perso facesse la differenza, anche il responso finalmente positivo della bilancia ha fatto la sua parte.
Bella riunione tra amiche, soliti problemi di comunicazione con gli uomini. Il locale si è riempito come un uovo e faceva piacere trovarsi lì… Se non fosse che è apparso all’improvviso Bietolone, mettendo la sua faccia davanti alla mia in modo quantomeno grottesco. Bietolone è un giovane professionista di 1 metro e 90 dai modi insopportabili che ostenta di non essere interessato a me, ma che pare impegnarsi profondamente per dare l’idea di essere il classico corteggiatore impedito. Impedito ma arrogante.
Appena mi vede si avvicina e mi tocca i capelli, senza lasciarsi intimorire da toni minacciosi ed espliciti, seccate proteste ed evidenti insulti. Non sopporta di non avere il mio numero di cellulare… Capirai! Se ci incontriamo per disgrazia è già troppo, figuriamoci se potesse telefonare!
Anche ieri è stato molesto, anche ieri mi ha toccato i capelli e anche ieri avrei voluto avere una padella da tirargli in faccia. (Se ci fosse stato Jack, avrei goduto da matti a vederlo centrare con un bel pugno la faccia di Bietolone, in un mondo dove questa cosa non avrebbe avuto conseguenze né civili, né penali, né risarcitorie).
Dopo il vivace pomeriggio, Dolores è andata al pronto soccorso!
Certo, niente di tragico: un dolore all’orecchio causato da un otorinolaringoiatra incompetente… E io finalmente mi sono incontrata con Jack! Visto che lo aspettavo nella nuova macchina di Dolores, quando l’ho visto sono scesa dalla macchina ancora in movimento come una pazza scavezzacollo per l’ansia di andare da lui…
L’ho abbracciato tutta la sera, e sono stata felicissima. Siamo andati a vedere Casino Royale che è stato assolutamente emozionante (quando scelgo io i film non si sbaglia mai): siamo stati stretti stretti mentre col cuore in gola seguivamo le avventure del nuovo 007, e com’era bello avere il suo braccio al quale aggrapparsi, e sentire che anche lui si emoziovana e sussultava e pativa con me!
Si è fatta in un baleno la mezzanotte. Avrei voluto avere più tempo, avrei voluto che i baci proseguissero e poi poter bere un bicchiere di vino e farlo salire da me… in una casa tutta mia e in un sabato virtuale.
Mi manchi tanto, Jack.
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Febbraio 7, 2007 a 4:53 pm (giorno)
Proprio perché Jack non c’è e non voglio pensarci troppo, si approfitta tra amiche per stare un po’ insieme e parlare degli uomini assenti (le altre donne ci interessano veramente poco). Posso testimoniare personalmente che il sesso “forte” si chiede spesso cosa diciamo di loro noi gentildonne in queste nostre simpatiche riunioni… Non lo saprete mai! 
Fa parte del misterioso mondo femminile.
Ad ogni modo, Dolores voleva vedere un film, ma io sono un po’ stufa di tenere sempre il muso davanti alla tv o a un monitor di computer e ho preferito optare per un mini party col vino (un altro, ma senza ubriacone disperate stavolta!). Mi toccherà uscire e cercarlo, cosa non proprio semplicissima da queste parti perché ne cerco uno in particolare. Inoltre dovrò procurarmi di certo qualche tarallino o suo succedaneo, che servirà ad evitare che mi prenda un collasso.
Oggi ho mangiato pochissimo, e non per mia scelta, ve lo posso assicurare, ma per mia puntigliosità. Mia madre ha preparato pasta e patate, che non mi piace moltissimo ma che di solito mangio, sia pure malvolentieri. Oggi però mi sono innervosita (a causa di una misteriosa sindrome premestruale che penso mi stia sconvolgendo la vita) e ho dichiarato che non volevo niente. Detto, fatto: con grande allegria si sono spartiti il mio piatto!
Non del tutto insensibile, mia madre mi offre i carciofi che ha preparato come alternativa per me. Capirete che qualche carciofo vale quanto un piatto di pasta, è un giusto baratto, sicuro. Al momento della spartizione, però, ho scoperto che avrei dovuto dividere con la numerosa collettività anche i carciofi (perdipiù, istituzionalmente agli uomini tocca una razione più grande)… Potevo mangiare altro, è vero, ma mi sono così irritata che ho fatto volontariamente a meno di cibarmi.
E mica a qualcuno importava che io fossi a digiuno!
Comunque non importa, approfitto della circostanza per dimagrire un po’: stamattina la bilancia è stata davvero infame con me, specie dopo tutta la fatica che ho fatto ieri in palestra e che a quanto pare non serve a un fico secco.
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Novembre 28, 2006 a 10:09 am (giorno, noi due)
Mi sento molto emozionata, io e Jack partiremo per una vacanza a Roma tra poco più di una settimana e la prospettiva è favolosa per molte ragioni. Prima di tutto perché staremo insieme 24 ore su 24, cosa che qui non è possibile; poi perché saremo ospiti del mio più grande amico, a cui in questo momento non riesco a trovare un nome (puoi suggerirlo tu, che ne dici? Ti battezzi da solo); infine, questa sarà una grande occasione per fare cose che adoro, tipo fare tardi dopo cena seduti in casa a chiacchierare e bere, andare in giro (potrò finalmente prendere un buon tè, fare una fantastica colazione, vedere le vetrine più disparate, le librerie… Peccato che non possa proprio fare shopping perché dopo l’ultimo sabato è finita che sono in debito di UN euro con Madame Bubois).
Insomma, sarà meraviglioso.
E io mi sento così innamorata che comincio a stranirmi di questa consapevolezza. Jack sabato sera mi ha portata a cena per festeggiare il nostro anniversario. Ero così emozionata il pomeriggio che non riuscivo a vestirmi, così ho dovuto telefonare a Madame Bubois per un supporto psicologico a distanza (che funziona sempre). Dovete sapere che Jack aveva una giacca grigio scuro molto elegante con camicia bianca e pantaloni con la piega… Un sogno! Era l’uomo più bello del ristorante e io non ho fatto altro che desiderare tutta la sera che mi baciasse, che mi prendesse una mano… Quando mi bacia nei luoghi pubblici mi emoziono così tanto che provo delle vertigini fortissime allo stomaco, mi sento completamente rapita, stregata dalla dolcezza e dalla morbidezza di questi baci… Tutte le cellule del mio corpo partecipano a questa grande emozione… Pagherei un milione di euro per poterne avere a ripetizione!
Ok, sono innamorata e questo post non ha molto senso. Ma ormai l’ho scritto, perciò…
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Novembre 17, 2006 a 11:49 am (giorno)
Le trasmissioni telematiche delle mille cose che un dottore commercialista deve trasmettere quotidianamente mi rendono realmente furiosa. C’è sempre un cavillo che non va, sono contorte, si usano duemila programmi diversi, smart card, codici PIN… E’ troppo complicato e non riesco a venirne a capo.
Quello che mi dispiace di più, però, è aver usato un tono gelido con l’addetta al call center di una ditta dove dalla settimana scorsa abbiamo fatto degli ordini e ancora non si vede niente. L’inchiostro mi serve, e anche il fax, e arriverà tutto da martedì prossimo in poi. Ho detto che la prossima volta ci regoleremo di conseguenza e lei è rimasta male. In fondo un po’ di colpa è stata anche mia, perché ho fatto l’ordine con uno userid improprio. Insomma, ora provo un misto di senso di colpa e rabbia, e io non sopporto il senso di colpa.
Non lo sopporto proprio.
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Ottobre 28, 2006 a 7:06 pm (giorno)
Se di sabato pomeriggio vai a lavorare, ci sono tutte le premesse perché la serata vada a rotoli, infatti proprio questo pomeriggio, dopo aver dovuto abbandonato la prospettiva di preparare il pandispagna tranquilla a casa, dopo aver collezionato fiaschi su fiaschi sul lavoro nel pomeriggio, aver constatato contemporaneamente che a causa dei tre chili in più i pantaloni mi vanno stretti al punto che non li sopporto, be’, i nervi mi sono proprio saltati e mi preparo a vivere un sabato sera dove so già che Jack non potrà mai trovarmi attraente e sarà impossibile che abbia voglia di me.
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Ottobre 27, 2006 a 1:06 pm (giorno)
E’ semplice: visto che quello dell’anno scorso è stato il compleanno più bello della mia vita, quello di quest’anno sarà per forza peggiore. Vi chiederete cos’abbia mai organizzato perché l’ultimo possa essere stato così memorabile. In realtà ho fatto un po’ le solite cose: pizza e birra, due torte, spumante, i soliti stuzzichini… Ma è stato speciale. C’era Jack, e io sapevo di piacergli. Ho aspettato quel sabato con tutta la trepidazione della donna corteggiata che aspetta le mosse dei suoi pretendenti. Avevo persino indetto una specie di gara tra i tre, mi chiedevo chi si sarebbe sbilanciato di più… Ma sapevo già che avrebbe vinto Jack, anche se il dottor Aulicus avrebbe potuto sorprendermi e spedirmi un mazzo di fiori!
Be’, Jack è stato straordinario. A parte che Anthony e Dolores mi hanno regalato dei girasoli bellissimi, e già questo mi ha riempito di gioia perché non me l’aspettavo, a parte che tutti i miei amici erano con me, allegri e contenti, a parte tutto questo, quello che ha fatto la differenza e che non dimenticherò mai più è stato lo scherzo che ha organizzato Jack insieme agli altri: nascondere il regalo in una macchina parcheggiata chissà dove con tanti mazzi di chiavi come unico indizio! Non mi sono mai più divertita così tanto in vita mia, ho riso come una matta perché dovete sapere che la mia conoscenza del mondo automobilistico è probabilmente pari alla vostra dei comandi di uno shuttle…
Quello che voglio dire è che per organizzarti tutto uno scherzo, uno deve tenerci davvero a te, e perciò questa cosa mi ha fatto sentire speciale.
Mi sento tanto stanca, probabilmente abbandonerò l’idea di fare una torta e riunire gli amici in giardino. Del resto non mi sento proprio dell’umore adatto per festeggiare, è meglio se aspetto l’anno prossimo. O forse, invece di mentire spudoratamente, potrei ammettere che vorrei avere le forze e l’entusiasmo per festeggiare, avere qualcosa di speciale da mettermi, e riuscire ad essere in vena di fare tanta, tanta baldoria!
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Ottobre 10, 2006 a 4:35 pm (giorno)
Dev’esserci nell’aria qualcosa - che non è certamente l’ebbrezza della primavera, perché è da un po’ che mi ritrovo a fantasticare ad occhi aperti di abiti da sera, luci soffuse, lo sguardo romantico di Jack e le sue splendide labbra, su cui anche nelle fantasticherie finisce per concentrarsi la mia attenzione, gioielli luccicanti (diamanti) e altre simili amenità.
Sarà forse per questo che è stato così emozionante guardare “Il laureato” domenica sera, completamente persa nel suo abbraccio, completamente rapita dagli slanci romantici dei protagonisti, con gli occhi lucidi di gioia e il cuore scalpitante?
O forse è colpa delle innumerevoli riviste di abiti da sposa che mia sorella ha disseminato per casa, che offrono continuamente allo sguardo fiabe di tulle, pizzi, balze, peonie, rose, fedi, brillanti, isole tropicali e castelli?
Quale che sia la ragione, mi piacciono queste deliranti fantasticherie. Precipitano ben oltre i limiti del verosimile per sfociare in un universo surreale in cui esco da gigantesche mercedes con vestiti luccicanti da diva e tacchi vertiginosi, e Jack mi guarda complice e magari alticcio (non l’ho mai visto alticcio!) con vestito scuro e papillon, elegantissimo e magari molto più esuberante del solito! e mi porta via (magari qualche altro uomo mi guarda) per fare l’amore.
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