Maledetto 1° maggio

Non è che volessi fare chissà cosa, il tempo non è il massimo, ma finisce sempre che sto in casa. Non è mai possibile evadere da questa gabbia. Ho un desiderio immenso di respirare un po’ d’aria, di fare un giro qualsiasi, di mangiare un panino in macchina, sentire la radio e chiacchierare con gli occhi che annegano in orizzonti lontani. Magari fare l’amore con Jack nascosti lontano. Persino sotto la pioggia, vorrei che una macchina mi portasse altrove.

Non ho proposto niente, e ora mi sento davvero sconfortata, diciamo che potrei pentirmene. La mia idea di studiare per fare delle foto non è stata accolta con l’entusiasmo che speravo e mi è venuta voglia di piantarla con questa sciocchezza di fare le foto. Tanto se non sei capace non sei capace e basta. Avrei voluto dire: prendiamo la macchina, facciamoci due panini e andiamo via, ma non mi è nemmeno venuto in mente di poterlo fare perché so che non avrei avuto la risposta che mi sarebbe piaciuta (entusiastica). Le cose all’improvviso non piacciono a nessuno e non sopporto di sentirmi rispondere che dovevamo pensarci prima, che è tardi, che il tempo non è bello, che ci sono altre difficoltà. Odio le difficoltà, per me è tutto semplice. Ma ora mi sento così stanca, stanca che la mia vita sia sempre così uguale, giorno dopo giorno, radicata in questo paesucolo insopportabile. Sono stanca e triste perché so che non posso farci niente, visto che non ho soldi per comprare un maledetto biglietto per andare da qualche parte.

Così non mi resta che sopportare l’insulso passare delle ore.

Ho voglia di partire. Ho voglia di sensazioni forti, esagerate, ho voglia di essere lontano, ho voglia di stare con Jack come dico io, ho voglia di cantare forte, ho voglia di ballare per ore, ho voglia di esplodere in una vorticosa, colorata felicità. Chissà…

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