San Valentino

Ormai è passato da due giorni e oggi sembra già lontanissimo nel tempo. Queste poche righe solitarie, per ricordare un momento tra i più emozionanti della mia vita, quando in una scatola di cioccolatini scarlatta ho trovato l’astuccio di un piccolo, dolcissimo brillante… Quando ho sperimentato per la prima volta che la felicità non è come ce la immaginiamo, perfetta e solare, ma più simile a un tornado che ti stringe all’improvviso, montando incontrollabile mentre le lacrime salgono agli occhi e il cuore trema.
Quando un uomo mi ha infilato un solitario al dito e io non riuscivo ancora a crederci, quando in un solo gesto ha trovato compimento il misterioso disegno che perseguivo, il desiderio che più mi faceva anelare. Quando la sola consapevolezza di essere stata scelta per un simile dono mi faceva arrossire, e piangere.
Eppure già tutto pare lontano. E l’anello non c’è.

Finalmente insieme

Dopo un sabato solitario e piuttosto deprimente in cui mi sono ritrovata nell’impossibilità di vedere tanto Jack, tanto le mie care amiche, finalmente una domenica in cui invece sono riuscita a stare con tutti.
La giornata sembrava iniziata male, con notizie sconfortanti da parte di Dolores e una pioggerellina finissima quasi invisibile che pareva venire dritta da Milano. Ho passato qualche ora a tu per tu con la mia sindrome della domenica, a odiare la staticità, a parlare al telefono, a sopportare il desiderio di fuggire, di raggiungere Jack, di cambiare lo status quo.
Poi è spuntato un sottile quanto etereo raggio di sole, pallidissimo ha solcato il cielo e io, da brava meteoropatica, ho finalmente trovato un nuovo vigore in me. Mi sono cambiata, ho chiamato a raccolta Dolores e Madame Bubois e sono uscita: destinazione ZappaStore.
Per strada alcune cose piacevoli: la telefonata di Jack, in cui ho scoperto che non aveva ricevuto (e quindi nemmeno ignorato) i tre messaggi che gli avevo mandato; poi gli sguardi degli uomini, un commento esplicito alla mia bellezza…
Al ZappaStore ero piena di vita! E anche se so che non poteva essere che il mezzo chilo perso facesse la differenza, anche il responso finalmente positivo della bilancia ha fatto la sua parte.
Bella riunione tra amiche, soliti problemi di comunicazione con gli uomini. Il locale si è riempito come un uovo e faceva piacere trovarsi lì… Se non fosse che è apparso all’improvviso Bietolone, mettendo la sua faccia davanti alla mia in modo quantomeno grottesco. Bietolone è un giovane professionista di 1 metro e 90 dai modi insopportabili che ostenta di non essere interessato a me, ma che pare impegnarsi profondamente per dare l’idea di essere il classico corteggiatore impedito. Impedito ma arrogante.
Appena mi vede si avvicina e mi tocca i capelli, senza lasciarsi intimorire da toni minacciosi ed espliciti, seccate proteste ed evidenti insulti. Non sopporta di non avere il mio numero di cellulare… Capirai! Se ci incontriamo per disgrazia è già troppo, figuriamoci se potesse telefonare!
Anche ieri è stato molesto, anche ieri mi ha toccato i capelli e anche ieri avrei voluto avere una padella da tirargli in faccia. (Se ci fosse stato Jack, avrei goduto da matti a vederlo centrare con un bel pugno la faccia di Bietolone, in un mondo dove questa cosa non avrebbe avuto conseguenze né civili, né penali, né risarcitorie).
Dopo il vivace pomeriggio, Dolores è andata al pronto soccorso!
Certo, niente di tragico: un dolore all’orecchio causato da un otorinolaringoiatra incompetente… E io finalmente mi sono incontrata con Jack! Visto che lo aspettavo nella nuova macchina di Dolores, quando l’ho visto sono scesa dalla macchina ancora in movimento come una pazza scavezzacollo per l’ansia di andare da lui…
L’ho abbracciato tutta la sera, e sono stata felicissima. Siamo andati a vedere Casino Royale che è stato assolutamente emozionante (quando scelgo io i film non si sbaglia mai): siamo stati stretti stretti mentre col cuore in gola seguivamo le avventure del nuovo 007, e com’era bello avere il suo braccio al quale aggrapparsi, e sentire che anche lui si emoziovana e sussultava e pativa con me!
Si è fatta in un baleno la mezzanotte. Avrei voluto avere più tempo, avrei voluto che i baci proseguissero e poi poter bere un bicchiere di vino e farlo salire da me… in una casa tutta mia e in un sabato virtuale.
Mi manchi tanto, Jack.

Stasera nuova riunione di donne

Proprio perché Jack non c’è e non voglio pensarci troppo, si approfitta tra amiche per stare un po’ insieme e parlare degli uomini assenti (le altre donne ci interessano veramente poco). Posso testimoniare personalmente che il sesso “forte” si chiede spesso cosa diciamo di loro noi gentildonne in queste nostre simpatiche riunioni… Non lo saprete mai! :-)
Fa parte del misterioso mondo femminile.
Ad ogni modo, Dolores voleva vedere un film, ma io sono un po’ stufa di tenere sempre il muso davanti alla tv o a un monitor di computer e ho preferito optare per un mini party col vino (un altro, ma senza ubriacone disperate stavolta!). Mi toccherà uscire e cercarlo, cosa non proprio semplicissima da queste parti perché ne cerco uno in particolare. Inoltre dovrò procurarmi di certo qualche tarallino o suo succedaneo, che servirà ad evitare che mi prenda un collasso.

Oggi ho mangiato pochissimo, e non per mia scelta, ve lo posso assicurare, ma per mia puntigliosità. Mia madre ha preparato pasta e patate, che non mi piace moltissimo ma che di solito mangio, sia pure malvolentieri. Oggi però mi sono innervosita (a causa di una misteriosa sindrome premestruale che penso mi stia sconvolgendo la vita) e ho dichiarato che non volevo niente. Detto, fatto: con grande allegria si sono spartiti il mio piatto!
Non del tutto insensibile, mia madre mi offre i carciofi che ha preparato come alternativa per me. Capirete che qualche carciofo vale quanto un piatto di pasta, è un giusto baratto, sicuro. Al momento della spartizione, però, ho scoperto che avrei dovuto dividere con la numerosa collettività anche i carciofi (perdipiù, istituzionalmente agli uomini tocca una razione più grande)… Potevo mangiare altro, è vero, ma mi sono così irritata che ho fatto volontariamente a meno di cibarmi.
E mica a qualcuno importava che io fossi a digiuno!

Comunque non importa, approfitto della circostanza per dimagrire un po’: stamattina la bilancia è stata davvero infame con me, specie dopo tutta la fatica che ho fatto ieri in palestra e che a quanto pare non serve a un fico secco.

Buon compleanno, Jack!

Amore, buon compleanno!
Purtroppo sei lontano e non posso abbracciarti come vorrei, ma forse la piccola tempesta di messaggi che ti ho organizzato in qualche modo ti ha fatto sentire di meno il peso dei chilometri che ci separano. Vorrei potermi prendere cura di te come tu (e solo tu) te ne prendi di me. Ti amo moltissimo, sbrigati a tornare…